La Cumparsita


E’ senza ombra di dubbio il tango più conosciuto e più venduto al mondo.

La canzone fu inizialmente una marcetta, composta a Montevideo tra la fine del 1915 e l’inizio del 1916 dal studente di architettura uruguaiano Gerardo Matos Rodriguez. Doveva essere suonata nella parata di carnevale organizzata dagli studenti.

Venne arrangiata dal direttore d’orchestra Roberto Firpo, ma dopo alcuni anni Matos Rodriguez ne rivendica con successo i diritti.

Questa canzone deve però il suo successo anche a Enrique Maroni e Pascual Contursi che nel 1924 ne aggiunsero i testi, proponendone una versione cantata, che ebbe subito un grande successo. Nel 1924 a Buenos Aires la Cumparsita fu registrata in una versione cantata da Carlos Gardel, che la propose e rese famosa in quanto uno dei suoi pezzi preferiti.

La Cumparsita nel 1997 è stata proclamata  inno popolare e culturale uruguaiano.

Testi in argentino

Si supieras que aun dentro de mi alma
conservo aquel carino que tuve para ti

Quien sabe si supieras
que nunca te he olvidado
volviendo a tu pasado
te acordaras de mi.

Los amigos ya no vienen
ni siquiera a visitarme
nadie quiere consolarme
en mi aflicciòn.

Desde el dia que te fuiste
siento angustias en mi pecho,
decì percanta: Que has echo
de mi pobre corazòn?

Al cotorro abandonado
ya ni el sol de la manana
asoma por la ventana
como cuando estabas vos
y aquel perrito companero
que por tu ausencia no comia
al verme solo, el otro dìa
tambièn me dejò.
Si supieras…

 Traduzione in italiano

Se sapessi che ancora dentro la mia anima
conservo quell’affetto che avevo per te

Chissà se sapevi
che non ti ho mai dimenticato
ripensando al tuo passato
ti ricorderai di me.

Gli amici ancora non vengono
neanche a visitarmi
nessuno vuole consolarmi
nella mio dolore.

Dal giorno in cui mi hai lasciato,
sento angosce nel mio petto,
dissi percanta: che cosa hai fatto
Dal mio povero cuore?

Abbandonato
né il raggio di sole del mattino
si infiltra finestra,
come quando tu eri qui
e quel cane da compagnia
che per la tua assenza non mangiava
vedendomi da solo, l’altro giorno
anche lui mi ha lasciato.
Se tu sapessi…Traduzione di Michele Moro

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