Ballare Tango è come meditare

Per anni, le culture di tutto il mondo hanno utilizzato la meditazione per calmare il cervello e per trasformare gli stati mentali non psicologicamente vantaggiosi.

Oggi è diventato evidente che il tango argentino, può portare agli stessi stati mentali sperimentati da persone che meditano regolarmente. Più esperto è il ballerino di tango, più è probabile che riesca a entrare in questo stato meditativo a livelli più profondi.

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Un esperimento, presentato dalla US National Library of Medicine, ha esaminato se il tango argentino è efficace come la meditazione nel ridurre i sintomi di stress, ansia e depressione.

La meditazione consapevole si riferisce alla meditazione in cui si è consapevoli che si sta meditando, in contrasto con i vari tipi di meditazione che comportano l’entrare in una trance o uno stato simile al sonno.

 Per l’esperimento, 97 persone affette da depressione, sono stati assegnati in modo casuale a una classe di tango, un corso di meditazione, o nessuno dei due (per formare un gruppo di controllo).

La conclusione è stata che sia la meditazione che il tango potrebbero essere utilizzati in modo efficace come i trattamenti complementari per la 

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Il tango aiuta a mantenere giovane il cervello.

 

 

 

 

Già si era scoperto che il ballo del tango migliora il tono muscolare, aiuta a perdere peso bruciando calorie e contrasta l’osteoporosi, ma ora si scopre che ha anche effetti benefici sul cervello.

 

Uno studio della prestigiosa McGill University di Montreal dimostra come questo ballo contribuisca a sviluppare la neuroplasticità, ossia il meccanismo di attivazione delle cellule nervose che ci permette di mantenere un cervello perfettamente funzionante.

 

La ricchezza cognitiva non dipende infatti dal numero di neuroni, che tra l’altro solitamente diminuiscono con l’età, ma dal numero di connessioni fra di loro.

 

Questo studio dimostra che i ritrmi medio-bassi del tango, la sua complessità e la varietà dei suoi passi richiedono l’attivazione di più aeree del cervello, influendo positivamente sul numero di connessioni neuronali.

 

Insomma un motivo in più per mantenere il cervello giovane e godere della vita.

 

Fonte: articolo di Mabel Bocchi da mens sana

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