Tango in gravidanza


Danzare il tango argentino durante la gravidanza aiuta la coppia a stare bene, sentirsi belli e a riscoprirsi coppia anche se si aspetta un figlio. Trasmettendo al bimbo una straordinaria sensazione di benessere

Divertente, terapeutico e anche molto sensuale. È il tango argentino, leggendario ballo di coppia recentemente proclamato dall’Unesco patrimonio dell’umanità, che si può ballare anche durante la gravidanza con straordinari effetti dal punto di vista del benessere psico-somatico.

Ballo a tre: Tango in gravidanza

Questo ballo, che già alla fine dell’Ottocento funzionava come valvola di sfogo per gli immigrati europei nei sobborghi di Buenos Aires, si ballava nelle fumose milonghe, di notte, dopo una giornata di lavoro e serviva per scaricare energia e recuperare autostima e senso di appartenenza alla comunità. Negli ultimi anni c’è un vero e proprio boom del tango, rivalutato non solo come danza, ma anche per le sue virtù terapeutiche. Tanto che al Policlinico Gemelli di Roma si tengono corsi di “paso doble” per curare la depressione negli anziani e nei convalescenti e al San Giuseppe di Milano hanno introdotto la tangoterapia nei protocolli clinici per il recupero di malattie come morbo di Parkinson, sclerosi multipla, esiti di ictus, disturbi dell’equilibrio e patologie croniche respiratorie e cardiocircolatorie.

Ma è sulle relazioni e sulla vita di coppia che il tango fa miracoli: uno studio scientifico dell’Università di Francoforte ha sottolineato che ballare il tango aumenterebbe il livello di testosterone (l’ormone dell’eccitazione) nell’uomo e l’emotività nella donna, rendendola più incline al contatto fisico e pronta per abbandonarsi al piacere. Non c’è da meravigliarsi quindi, se molti psicoterapeuti lo consigliano a mariti e mogli in crisi per recuperare intimità e intesa, proprio per la straordinaria carica erotica dei passi e delle figure.
Ma se una coppia è serena e aspetta un bimbo? Può avvicinarsi a questa danza divertendosi e sfruttarne queste straordinarie virtù? Ne abbiamo parlato con Cecilia Maraviglia, terapista manuale osteopatica e insegnante di Feldenkreis che, insieme a Rino di Domenico, esperto ballerino, tiene corsi di tango argentino “a tre” presso Lalunanuova di Milano (via Settembrini 3, tel. 02.66984453, 349.3974954).

COME È NATA L’IDEA DEL “TANGO A TRE”?

“Ballo da quando avevo cinque anni, sono stata acrobata, ballerina e da nove anni ballo il tango argentino. Ho quattro figli e la danza mi ha sempre aiutato moltissimo nelle gravidanze. Per questo ho avuto l’idea di voler suggerire qualcosa di piacevole da fare in coppia (anzi in tre) durante la gravidanza: si sa che nei mesi dell’attesa si tende a essere pantofolai, la danza, invece, e in particolare il tango, consente di fare attività fisica in modo piacevole, vivere insieme momenti di divertimento, relax e, perché no, di corteggiamento. Il tango, in fondo, è un modo di camminare abbracciati e danzarlo in tre, cioè con un bambino in pancia, rende il cammino della nuova famiglia un cammino di armonia, serenità e bellezza, facendo contemporaneamente riscoprire alla coppia il sentirsi coppia anche se si aspetta un figlio”.

E IL BAMBINO, RIESCE AD PERCEPIRE QUESTA SERENITÀ?

“Certamente. Durante la gravidanza il bacino della donna è “la culla del bambino“ e la danza può sostenere il dialogo silenzioso della mamma con il suo bambino, che cresce nel suo mare privato e viene coccolato dai movimenti oscillanti della danza. E poi una mamma e un papà che sono felici e stanno bene insieme riescono a trasmettere al feto una straordinaria sensazione di benessere”.

CI SONO CONTROINDICAZIONI NEL BALLARE IL TANGO IN GRAVIDANZA?

“Assolutamente no. Noi lo consigliamo dal terzo mese in poi, si può ballare tranquillamente fino alla nascita. Presso la Lunanuova, inoltre, sono presenti varie ostetriche che possono dare consigli a ogni donna gravida e fugare ogni dubbio di carattere medico”.

COME SI SVOLGE LA DANZA?

“Il tango nasce come ballo di coppia e la sua peculiarità è l’improvvisazione, resa possibile da un codice comunicativo non verbale usato dai ballerini: l’uomo guida e la donna risponde con l’equilibrio, instaurando una sintonia di coppia. Si danza sulle mezze punte, camminando all’indietro al ritmo di musiche passionali. Ma è importante anche la fase precedente il ballo, cioè l’invito: nella milonga, infatti, le donne stanno sedute e puntano un ballerino (perché piace come balla o perché ha un buon odore) finché non vengono invitate a ballare. È quindi la donna che decide chi deve invitarla tramite un gioco di sguardi e di seduzione. È un momento in cui si sente come un pavone e che rafforza al massimo la sua autostima. Non solo: il tango è un ballo di contatto fisico perché si balla con un appoggio “cuore a cuore”, con i bacini sono un po’ lontani perché le gambe della donna devono svolazzare”.

E IN GRAVIDANZA? COME SI BALLA COL PANCIONE?

“Nelle nostre lezioni di tango le coppie in attesa ballano una danza attorno al bambino, proprio per la presenza della pancia, soprattutto se pancione. Inoltre in gravidanza il gioco di seduzione con lo sguardo è amplificato: la donna è al massimo della sua potenza femminile, è naturalmente sexy e con il tango riesce a recuperare autostima e consapevolezza del proprio status e della propria bellezza, aiutandola a riappropriarsi delle proprie capacità se dovesse per caso avere difficoltà ad accettare il proprio corpo che cambia. Insomma, è una danza che agisce positivamente sulla sfera fisica, psicologica e relazionale. Non solo. Il tango in realtà è un momento di bellezza, fatto di armonia ed equilibrio, e genera piacere non solo per chi lo balla ma anche per chi lo osserva. E ballare il tango con una donna incinta è un po’ come ballare con una dea!”

E IL BAMBINO?

Il bambino, dal canto suo, viene cullato dai movimenti della danza e percepisce il gioco dei suoi genitori e l’armonia della loro danza che lo abbraccia. Una fantastica coccola pre-nascita”.

TANGO IN GRAVIDANZA: CI SONO EFFETTI BENEFICI ANCHE DAL PUNTO DI VISTA FISICO?

“Certo. Per la particolare tecnica di esecuzione dei passi, obbliga a migliorare la consapevolezza e il controllo della propria corporeità, migliorando progressivamente l’equilibrio, la postura e la qualità del movimento. In più la schiena dritta conferisce un portamento elegante e, sentendosi in armonia con il corpo del partner, ci si muove in modo più aggraziato.
Infine non bisogna dimenticare che il tango è fatto anche di ascolto del ritmo (che cambia a seconda che la musica sia del tango, della milonga e del vals) e dei movimenti, quindi è fondamentale la respirazione, che è uno dei principali esercizi in gravidanza; inoltre stimola la circolazione e aiuta a tenere in esercizio il pavimento pelvico”.

E SE CI FOSSE UN FUTURO PAPÀ CHE NON VOLESSE (O NON POTESSE) ACCOMPAGNARE LA PROPRIA DONNA IN ATTESA?

“Nessun problema, perché ogni tanto nella milonga si fa il cambio di coppia, per cui si cambia partner. E a volte si trova anche un partner con cui si riesce a stabilire una sintonia ancora più forte o a percepire più gentilezza”.

CHE TIPO DI ABBIGLIAMENTO CONSIGLIA?

“Nessuno in particolare, ma qualcosa che ci faccia sentire comodi e soprattutto belli: c’è chi si sente bello nel ballare in tuta e chi invece con un abito elegante. Ciò che si indossa non fa differenza, l’importante è sentirsi interiormente belli perché la lezione è un momento da dedicare alla bellezza”.

E LE SCARPE?

A volte siamo tutti a piedi nudi, poi consigliamo delle scarpe con tacchi quando si acquisisce familiarità con i movimenti dei piedi. E comunque non sono mai tacchi alti che possono ostacolare o mettere in difficoltà le donne che non sono abituate”.

CI SI AFFATICA? PUÒ VENIRE IL FIATONE?

“Assolutamente no, anzi dopo un’ora e mezza di lezione si esce rigenerati e con tanta energia. I corsi si svolgono il venerdì sera a partire dal 1 marzo, dalle 20 alle 21.30. In genere consigliamo gruppi di 12 incontri. Il costo? 10 euro a persona”.
Insomma, non bisogna certo essere dei maghi della danza per muovere i primi passi di tango: se poi si superano i primi step e le prime goffe pestate di piedi, pare che sia un toccasana divertente davvero adatto a tutti, anche al nascituro.

Fonte: da un articolo di M.Cristina Renis su www.nostrofiglio.it
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